Grazie a più di 300 varietà che producono fiori che vanno dal bianco fino alla più forte tonalità del rosa, c’è davvero molto da sapere a proposito dell’albero di ciliegio.
Nel corso dei secoli il Giappone ha riverito lo sbocciare dei fiori, identificandolo con una bellissima dea, oltre che approfittare dell’occasione annuale per fare festa.
Hanami 2020
Anche in questa strana Primavera 2020, che vede gran parte del mondo colpita dalla pandemia Covid19, i ciliegi fioriscono e seppure allertati dalle varie restrizioni i giapponesi stanno con gli occhi e i cellulari puntati verso gli amatissimi fiori.
La tradizione è conosciuta in tutto il mondo ed è diventata nel tempo una delle attrazioni principali degli stranieri in visita nel Paese. Ma quando e perchè nasce la pratica millenaria dell’Hanami?
Ben prima dell‘812 – data in cui l’Imperatore Saga organizzò la prima festa dedicata, i fiori di ciliegio erano il simbolo di una dea, come si legge nello storico testo di mitologia nipponica del 700 Kojiki, in cui si narra di questa divinità guardiana del Monte Fuji.
La parola sakura, appare invece durante il Periodo Nara (710-794) ed è presente nella più antica raccolta di poesia giapponese, Manyoshu, testo consultato lo scorso anno per scegliere il nome dell’attuale era –Reiwa—
Sa era scritto con il pittogramma di “dio” e riferito alla divinità delle risaie, mentre Kura è il piedistallo sul quale appoggiare le offerte di cibo e sake per la divinità.
Il momento della fioritura dei ciliegi significava che il dio stava scendendo dalla montagna e che era giunto il perido giusto per piantare il riso.
Cultura dell’Hanami in Giappone
All’epoca Hanami, che letteralmente significa -guardare i fiori-, si svolgeva secondo l’usanza cinese della contemplazione dei fiori di pruno, ma a un centinaio di anni dall’inizio del Periodo Heian (794-1185), i giapponesi smisero di inviare studiosi in Cina per informarsi sulla cultura e le innovazioni e cominciarono a implementare proprie tradizioni, linguaggio, cultura e letteratura originali. E così nacque Hanami.
La festa data dall’Imperatore Saga per ammirare i fiori era completata da cibo, musica e stesura di poesie ispirate proprio dalla struggente e potente bellezza degli alberi di ciliegio. L’evento divenne una pratica annuale e se ne legge anche nel Genji Monogatari, primo romanzo del Giappone, scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu intorno all’anno 1000.
La pratica si diffuse pian piano, dalla ristretta cerchia degli aristocratici fino a comprendere tutto il popolo. Due furono i più grandi raduni per Hanami della storia antica: il primo avvene nel 1594 quando lo shogun Hideyoshi Toyotomi ne tenne uno a Yoshino, nella Prefettura di Nara, che durò per cinque giorni, con più di 5.000 invitati. Quattro anni dopo ne tenne un secondo più ridotto con solo 1.300 persone radunate al tempio Daigo di Kyoto, nel cui parco aveva fatto piantare 700 alberi di ciliegio.
Hanami per tutti i giapponesi
Negli anni i vari shogun cominciarono a far piantare alberi di ciliegio anche a Tokyo, divenuta nel 1603 la nuova capitale. Si devono a Iemitsu Tokugawa i sakura del tempio Kaneiji nel parco di Ueno, e nel 1720 fu Yoshimune Tokugawa l’artefice di quelli piantati ad Asakusa e Asukayama, fatto che permise anche al popolo di gioire della visione dei fiori. Nel Periodo Edo poi (1603-1868) se ne iniziò la coltivazione di varie qualità e così le persone cominciaron a godere della vista della fioritura di tipologie diverse e in successione. La prima varietà a cui si riferiscono le descrizioni è quella detta yama-zakura o ciliegio di montagna, e secondo -l’Associazione Giapponese dei Fiori di Ciliegio- ne esisterebbero nove di base che danno vita a 100 varietà. Il colore dei fiori varia dal bianco per toccare gradualmente tutte le tonalità del rosa fino al più scuro e forte, così come varia la forma e la grandezza dei petali.
L’albero più vecchio ancora in vita? Si trova nella città di Miharu, nella Prefettura di Fukushima, avrebbe più di mille anni e appartiene alla specie chiamata Miharutaki-zakura. Con i suoi 13 metri e mezzo di altezza e circa 25 di larghezza è a tutti gli effetti un monumento nazionale del Giappone.
Per oggi ci fermiamo qui, ma torniamo presto con altre informazioni sulla storia e sul presente di Hanami.

Fab Palmeri
-Pensiero Kawaii-
