Anime, Animazione giapponese
Questo nuovo post di “Pensiero kawaii” si concentra oggi sul grande ruolo che in Giappone hanno i manga e i film di animazione. Si tratta di un mondo vasto e affascinante, una sorta potere soffice e pervasivo molto evidente nel Paese, che ha raggiunto il mondo intero.
È infatti evidente come i generi d’intrattenimento giapponese che variano dai manga agli anime esercitano da anni un’attrazione globale, anche se sono le ultime generazioni che ne hanno decretato un successo davvero formidabile.
Cerchiamo allora di rintracciare da dove ha avuto inizio la popolarità degli anime in Giappone.
Produzione di manga e anime in Giappone
La produzione industriale cominciò a ottenere un seguito di massa con il debutto settimanale in Tv di una serie di cartoni animati, tratti dai manga del così soprannominato “Dio del Manga” Osamu Tezuka.
A questo geniale artista si devono manga molto famosi, le avventure di Astro Boy fra tutti, nonché l’avere rivoluzionato il genere con storie che andavano dalla fantascienza all’adattamento di famosi romanzi. É quindi a Tezuka e ai suoi discepoli, a cui va il merito di avere creato le fondamenta della cultura manga, seguita dall’introduzione dell’animazione sulla Tv giapponese, nel 1963. Da allora sono stati molti i fattori che hanno contribuito all’espandersi della produzione e del crescente numero di fan.
Per esempio la nascita dello Studio Ghibli, fondato da Miyazaki Hayao i cui film hanno fatto viaggiare il genere nel mondo. Il suo “Nausicaa della valle del vento” uscito nel 1984 e prodotto da un altro fondamentale protagonista della storia dell’animazione nipponica, Takahata Isao, ha davvero cambiato il modo di vedere e intendere i film d’animazione. Grazie a disegni artistici ed elaborati, uniti alla potenza della storia raccontata, la produzione venne immediatamente percepita allo stesso livello di un film, dando così inizio a un aumento di considerazione sia nei confronti del regista, che degli anime come genere. Presentato in collaborazione con WWF, il film introduceva due principali argomenti: il rispetto dall’ambiente e la possibilità di una vita armoniosa con le altre creature che popolano la Terra. Una preveggenza non indifferente, che è continuata in altri film realizzati nel tempo dallo Studio Ghibli, da La città incantata a Il mio vicino Totoro fino a molti altri.

Le ragioni del successo di manga e anime
Tuttavia qual è il segreto del successo di manga e anime all’estero?
É qualcosa che ha sorpreso gli stessi giapponesi, un effetto per nulla previsto. Secondo esperti dell’argomento, il genere è stato ampiamente accettato all’estero, seppure con anni di ritardo, grazie alla sua natura anticonvenzionale. Ovvero gli anime giapponesi sono riusciti nell’impresa di modificare la convinzione che i cartoni animati fossero qualcosa che guardano solo i bambini, che siano prodotti pensati e realizzati per soddisfare unicamente quella specifica fascia di pubblico. Sia i manga che gli anime infatti, sono rivolti a tutte le fasce, dai bambini agli adulti, e riescono quindi a interessare gruppi vasti ed eterogenei. Non è più un segreto che molti adulti italiani e tantissimi ragazzi delle nuove generazioni siano cresciuti guardando anime giapponesi, e leggendone i manga. In Italia siamo al secondo posto in Europa dopo la Francia, per popolarità dei manga e finalmente anche gli anime di autori importanti, da Miyazaki Hayao ai giovani come Shinkai Makoto, classe 1973 e autore fra gli altri di Your name e Il giardino delle parole, arrivano sempre più nelle nostre sale cinematografiche.
Kyoto Animation, casa di produzione di manga e anime
Infine, anche in seguito al terribile atto di violenza avvenuto il 18 luglio a Kyoto, vorrei ricordare le vittime dell’incendio alla sede della casa di produzione di tanti anime e serie televisive di successo, la Kyoto Animation attiva dal 1981. Sono morte 35 persone, principalmente donne artiste e registe che da anni disegnano, elaborano e dirigono film di animazione di eccellente qualità, tratti da manga altrettanto validi.
Consiglierei la visione di alcuni dei loro anime, uno per tutti La forma della voce del 2016, diretto da Yamada Naoko, tratto dal manga di Oima Yoshitoki. I fumetti e i film di animazione giapponesi sono storie disegnate e animate che accompagnano la nostra quotidianità, grazie alle quali abbiamo pian piano conosciuto molti aspetti della società giapponese. Perfino chi non è mai ancora stato in Giappone ha ormai confidenza con alcuni dei cibi, dei nomi e delle abitudini del paese proprio grazie a quanto letto e visto al cinema e alla Tv. Non resta che venirci finalmente in Giappone a verificare di persona.
Al prossimo post!
Fab Palmeri
